Trapianto di cornea a Lucca per un giovane del Rwanda
Un giovane proveniente dal Rwanda è stato sottoposto con successo a trapianto di cornea dall'equipe del primario di Oculistica dell'ospedale di Lucca, Pietro Ferretti. B.F., 18 anni, era affetto da una grave patologia agli occhi e il trapianto rappresentava l'unica cura possibile. Il ragazzo, grazie anche all'interessamento dell'Ambasciata Italiana in Rwanda e della Regione Toscana (in particolare dell'assessore alla cooperazione internazionale Massimo Toschi) è stato accompagnato in Italia e indirizzato all'ospedale di Lucca dove esiste un'ampia e consolidata tradizione in questo tipo di interventi.Grazie alla Banca delle Cornee, centro di conservazione regionale presente proprio a Lucca, è stata individuata una cornea idonea, che è stata trapiantata nella giornata di giovedì 6 marzo al giovane rwandese, il quale in questo weekend verrà dimesso e nei giorni successivi sarà ospite del Seminario Arcivescovile di Lucca.
A favorire la sua permanenza in Italia e l'effettuazione di questo intervento fondamentale per la sua salute sono stati vari enti ed associazioni. In particolare ha seguito tutta la sua vicenda Carla Frediani, missionaria laica della Diocesi di Lucca da oltre 25 anni impegnata in Rwanda.
Le cure prestate a questo giovane rappresentano la conferma dello stretto legame che si è instaurato e consolidato negli anni tra Lucca e il Rwanda. In particolare dall'ottobre del 2005 è attivo il progetto “Crescere la speranza - Lotta contro l'HIV e la malnutrizione infantile in Rwanda”, promosso dall'Ufficio per la Pastorale Missionaria della Diocesi di Lucca, in collaborazione con la Provincia di Lucca, l'Azienda USL 2 di Lucca, il Comune di Capannori, le associazioni di volontariato lucchesi e partner locali rwandesi. L'obbiettivo principale di questa iniziativa è quello di mettere in rete tutti i progetti e le iniziative portate avanti, in questi anni, dagli enti e dalle associazioni di volontariato lucchesi, in favore delle popolazioni del Rwanda.
La Provincia di Lucca ha promosso e coordinato il "Tavolo di Coordinamento Provinciale sul Rwanda", formato da rappresentanti di tutti i soggetti aderenti all'iniziativa, nominati direttamente dagli enti e dalle associazioni di provenienza, con il compito, oltre che di redigere un piano d'azione unitario, di riunire periodicamente le associazioni lucchesi che operano in territorio rwandese; di favorire il confronto, lo scambio di informazioni e il collegamento tra le associazioni; di verificare infine il rispetto degli impegni assunti dai vari partner. All'interno del "Tavolo di Coordinamento", è stato costituito anche un Gruppo di Lavoro formato da otto membri in rappresentanza di vari partner, che opera in stretto collegamento con un analogo "Tavolo di Lavoro" formato da esponenti dei partner locali rwandesi. Il progetto, coordinato da Donatella Turri, si propone di contribuire al miglioramento della situazione sanitaria in 4 località del Rwanda, quali Byumba, Umutara, Gitarama, Butare, con particolare attenzione alla condizione infantile.
Il Rwanda è, infatti, uno dei 9 paesi africani maggiormente colpiti dal virus dell'HIV. Alla fine del 2003, si stimava che almeno 500.000 persone fossero sieropositive, di cui il 50 % donne e il 13% al di sotto dei 15 anni. La drammatica emergenza AIDS va a saldarsi strettamente con il fenomeno della malnutrizione: i dati dell'UNDP rilevano, in questo Paese, un tasso di denutrizione pari almeno al 24% nei bambini al di sotto dei 5 anni.
Facendo forza sulla pluriennale attività di solidarietà di molte associazioni lucchesi, l'intervento si concentra quindi su due obiettivi specifici: la lotta all'HIV, attraverso il sostegno alle attività già presenti nella zona, riguardo a prevenzione, controllo della trasmissione verticale del virus, terapia delle patologie infantili e programmi pilota di trattamento terapeutico su un campione di madri malate; la lotta alla malnutrizione infantile, tramite il rafforzamento dei programmi di prevenzione e l'intervento sulle patologie ad essa connesse.
Per raggiungere queste finalità, le strategie di azione previste dal progetto sono tre: l'educazione alla salute attraverso una capillare e prolungata campagna di informazione e sensibilizzazione fra la popolazione, condotta tramite assistenti sociali locali e personale adeguatamente formato; il potenziamento della capacità diagnostica e terapeutica di quattro centri sanitari pilota nelle località di Byumba, Umutara, Gitarama, Butare, dove da anni è presente una collaborazione con realtà di volontariato lucchese; infine, il sostegno e incoraggiamento di strategie di auto-aiuto tra i sieropositivi ed i malati di AIDS.
L'Azienda USL 2 di Lucca si è inoltre impegnata a svolgere in loco, attraverso l'invio di personale specializzato, specifiche azioni formative rivolte ai medici e paramedici locali. La prima azione del progetto è stata infatti l'invio in Rwanda di 3 dipendenti dell'Azienda sanitaria per effettuare un periodo di formazione ai 4 centri coinvolti nel progetto.
Operatori del Ceis - Gruppo Giovani e Comunità di Lucca si sono invece occupati di preparare le azioni di sensibilizzazione sul territorio nella prevenzione contro l'AIDS e di strutturare il programma di sostegno alle cooperative di malati, attraverso una prima azione pilota nella Casa di Accoglienza per malati di AIDS presente a Nyarurema. Il progetto aderisce alle priorità indicate dal PIR (Piano di Iniziativa Regionale) e ribadite dal "Tavolo Africa della Regione Toscana", che indica nella lotta all'AIDS e nella protezione dell'infanzia le sue priorità.
Sempre nell'ambito di questo progetto, da martedì 11 marzo sarà in Rwanda una delegazione composta da Marinella Menchetti (Centro per la Cooperazione Missionaria Diocesi di Lucca), Don Bruno Frediani (Ce.I.S di Lucca, Gruppo Giovani e Comunità), Rossana Sebastiani (Provincia di Lucca), Maurizio Petrillo (Azienda USL2 di Lucca). La missione avrà un carattere tecnico e si svilupperà attraverso una serie di incontri con le istituzioni locali coinvolte nel progetto e visite alle attività, con particolare riferimento ai centri di Muhura, Butare, Cyeza e Nyarurema.
A favorire la sua permanenza in Italia e l'effettuazione di questo intervento fondamentale per la sua salute sono stati vari enti ed associazioni. In particolare ha seguito tutta la sua vicenda Carla Frediani, missionaria laica della Diocesi di Lucca da oltre 25 anni impegnata in Rwanda.
Le cure prestate a questo giovane rappresentano la conferma dello stretto legame che si è instaurato e consolidato negli anni tra Lucca e il Rwanda. In particolare dall'ottobre del 2005 è attivo il progetto “Crescere la speranza - Lotta contro l'HIV e la malnutrizione infantile in Rwanda”, promosso dall'Ufficio per la Pastorale Missionaria della Diocesi di Lucca, in collaborazione con la Provincia di Lucca, l'Azienda USL 2 di Lucca, il Comune di Capannori, le associazioni di volontariato lucchesi e partner locali rwandesi. L'obbiettivo principale di questa iniziativa è quello di mettere in rete tutti i progetti e le iniziative portate avanti, in questi anni, dagli enti e dalle associazioni di volontariato lucchesi, in favore delle popolazioni del Rwanda.
La Provincia di Lucca ha promosso e coordinato il "Tavolo di Coordinamento Provinciale sul Rwanda", formato da rappresentanti di tutti i soggetti aderenti all'iniziativa, nominati direttamente dagli enti e dalle associazioni di provenienza, con il compito, oltre che di redigere un piano d'azione unitario, di riunire periodicamente le associazioni lucchesi che operano in territorio rwandese; di favorire il confronto, lo scambio di informazioni e il collegamento tra le associazioni; di verificare infine il rispetto degli impegni assunti dai vari partner. All'interno del "Tavolo di Coordinamento", è stato costituito anche un Gruppo di Lavoro formato da otto membri in rappresentanza di vari partner, che opera in stretto collegamento con un analogo "Tavolo di Lavoro" formato da esponenti dei partner locali rwandesi. Il progetto, coordinato da Donatella Turri, si propone di contribuire al miglioramento della situazione sanitaria in 4 località del Rwanda, quali Byumba, Umutara, Gitarama, Butare, con particolare attenzione alla condizione infantile.
Il Rwanda è, infatti, uno dei 9 paesi africani maggiormente colpiti dal virus dell'HIV. Alla fine del 2003, si stimava che almeno 500.000 persone fossero sieropositive, di cui il 50 % donne e il 13% al di sotto dei 15 anni. La drammatica emergenza AIDS va a saldarsi strettamente con il fenomeno della malnutrizione: i dati dell'UNDP rilevano, in questo Paese, un tasso di denutrizione pari almeno al 24% nei bambini al di sotto dei 5 anni.
Facendo forza sulla pluriennale attività di solidarietà di molte associazioni lucchesi, l'intervento si concentra quindi su due obiettivi specifici: la lotta all'HIV, attraverso il sostegno alle attività già presenti nella zona, riguardo a prevenzione, controllo della trasmissione verticale del virus, terapia delle patologie infantili e programmi pilota di trattamento terapeutico su un campione di madri malate; la lotta alla malnutrizione infantile, tramite il rafforzamento dei programmi di prevenzione e l'intervento sulle patologie ad essa connesse.
Per raggiungere queste finalità, le strategie di azione previste dal progetto sono tre: l'educazione alla salute attraverso una capillare e prolungata campagna di informazione e sensibilizzazione fra la popolazione, condotta tramite assistenti sociali locali e personale adeguatamente formato; il potenziamento della capacità diagnostica e terapeutica di quattro centri sanitari pilota nelle località di Byumba, Umutara, Gitarama, Butare, dove da anni è presente una collaborazione con realtà di volontariato lucchese; infine, il sostegno e incoraggiamento di strategie di auto-aiuto tra i sieropositivi ed i malati di AIDS.
L'Azienda USL 2 di Lucca si è inoltre impegnata a svolgere in loco, attraverso l'invio di personale specializzato, specifiche azioni formative rivolte ai medici e paramedici locali. La prima azione del progetto è stata infatti l'invio in Rwanda di 3 dipendenti dell'Azienda sanitaria per effettuare un periodo di formazione ai 4 centri coinvolti nel progetto.
Operatori del Ceis - Gruppo Giovani e Comunità di Lucca si sono invece occupati di preparare le azioni di sensibilizzazione sul territorio nella prevenzione contro l'AIDS e di strutturare il programma di sostegno alle cooperative di malati, attraverso una prima azione pilota nella Casa di Accoglienza per malati di AIDS presente a Nyarurema. Il progetto aderisce alle priorità indicate dal PIR (Piano di Iniziativa Regionale) e ribadite dal "Tavolo Africa della Regione Toscana", che indica nella lotta all'AIDS e nella protezione dell'infanzia le sue priorità.
Sempre nell'ambito di questo progetto, da martedì 11 marzo sarà in Rwanda una delegazione composta da Marinella Menchetti (Centro per la Cooperazione Missionaria Diocesi di Lucca), Don Bruno Frediani (Ce.I.S di Lucca, Gruppo Giovani e Comunità), Rossana Sebastiani (Provincia di Lucca), Maurizio Petrillo (Azienda USL2 di Lucca). La missione avrà un carattere tecnico e si svilupperà attraverso una serie di incontri con le istituzioni locali coinvolte nel progetto e visite alle attività, con particolare riferimento ai centri di Muhura, Butare, Cyeza e Nyarurema.

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